Milazzo

Milazzo è un comune della provincia di Messina e fa parte dei Borghi più belli d’Italia.

Occupa una penisola che era un grande delta fluviale, oggi pianura fertile e ricca, con alle spalle i Monti Peloritani. Particolarmente felice la sua posizione tra due golfi, Milazzo nella parte orientale, Patti in quella occidentale, una lingua di terra che si protende verso le Isole Eolie. Il suo clima è caldo e temperato, con maggiore piovosità in inverno con frequenti episodi temporaleschi. In genere la sua temperatura media è di 18°C.

Le testimonianze più antiche di Milazzo risalgono a sepolcri dell’età del bronzo e del ferro. Con i Siculi, attorno al VI secolo a.C., la città è florida e ricca e sottomette persino la genti greche di Zancle, l’odierna Messina. Tutto ciò fino al 270 a.C. quando venne occupata dai Siracusani. Base navale sempre più importante nei secoli successivi, fu davanti al suo mare che la flotta romana vinse quella cartaginese nel corso della I guerra Punica. Circa due secoli dopo, nel 36 a.C., un altro evento di rilievo per la città, scenario della battaglia tra Sesto Pompeo e l’imperatore Ottaviano che le concesse il riconoscimento civico con l’aquila e con il motto “Aquila mari imposita-Sexto Pompeo superato”.

Con l’impero d’Oriente l’attitudine difensiva di Milazzo si intensificò e diventando, pure, una delle principali sedi vescovili siciliane. Nell’anno 843 ebbe inizio la dominazione mussulmana con Fadhl Ibn Giáfar, durante la quale si sviluppò l’attività della pesca del tonno mantenendo la città i suoi primati agricoli e commerciali. Con il 1061 e Ruggero d’Altavilla arrivano i Normanni e poi gli Svevi, con conseguenti lotte tra questi e i d’Angiò, nei secoli successivi, caratterizzati anche dai conflitti tra Angioini e Aragonesi a beneficio dei primi.

Agli inizi del XVI secolo la zona fu dominio degli Spagnoli. Nel 1713 passa a Vittorio Amedeo II di Savoia. Durante le guerre napoleoniche gli Inglesi fanno di Milazzo la base del loro sistema difensivo in Sicilia. Milazzo, con Messina, partecipò ai moti risorgimentali del 1848. Il 20 luglio del 1860 Garibaldi vince la battaglia contro i Borbone, decisiva per gettare i presupposti per la nascita del Regno d’Italia. Durante la prima guerra mondiale Milazzo fu campo di prigionia per i militari austro-ungarici, e nel corso della seconda subì pesanti bombardamenti.

Le attività economiche di Milazzo, baciate da un turismo soprattutto balneare grazie al suo paesaggio e al suo mare, sono anche legate a una intensa agricoltura, frutta e piante subtropicali, nonché all’allevamento bovino. Presenti anche l’artigianato di ceramica, legno e ferro battuto.

Nel periodo natalizio, il Castello Federico II ospita i mercatini con prodotti tipici e artigianali. Tra Natale e l’Epifania si svolge pure il Presepe Vivente nell’atmosfera medievale castellana. La prima domenica di maggio si ricorda San Francesco di Paola, e due giorni dopo si tiene la Festa della “berrettella”, il copricapo usato dal santo nel suo soggiorno a Milazzo, con processione di barche in mare. A giugno, due giorni dedicati a San Giovanni Battista, processione religiosa, mercatini e spettacoli musicali. A luglio, la Sagra del totano. I primi giorni di agosto ecco la Sagra della Melanzana nella località Santa Marina, frazione di Milazzo, in contemporanea con il Festival Nazionale del Folklore. Sempre in agosto, si svolge la Sagra del Pesce fresco, sul lungomare Garibaldi, vicino al quartiere marinaro di Vaccarella. Verso il 28-29 agosto, i festeggiamenti in onore di Santo Stefano Protomartire patrono della città, che talvolta coincidono con i primi giorni di settembre. Tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, è tempo dello GnamFest, Festival europeo del cibo di strada. Nei primi dieci giorni di novembre si tiene la Sagra di San Martino, con degustazione di panini con salsiccia, castagne e vino novello.

Gustosa e basata soprattutto sul pesce la cucina di Milazzo. Tra i piatti tipici, il pescespada a gghiotta, con olive verdi, capperi, prezzemolo, aglio e pomodori. Le ricette con il pescespada sono tante ma tutti sono d’accordo nel dire che la sua carne ha il sapore esaltato quando è condito con il sammarigghiu, un battuto di olio, limone, sale, aglio, prezzemolo tritato e origano. Squisite poi le fette di pescespada gratinato, praparato con pangrattato, olio, prezzemolo, aglio e pepe. Con questo pesce si preparano anche sughetti deliziosi per la pasta. Tra i primi, la pasta ‘ncaciata, di solito penne cotte con sugo di carne, melanzane e provola, il tutto passato al forno. Ottima pure la pasta ca muddhica, un must della cucina siciliana, preparata in vari modi, tra cui, qui a Messina, acciughe dissalate e olive, “rifinite” con mollica di pane raffermo tostata; da provare anche la pasta con il nero di seppia.

Tra i piatti di carne, c’è il falsomagro, una fetta di manzo ripiena di un impasto di macinato con l’uovo, il formaggio, il pangrattato, il prezzemolo tritato, il sale, il pepe e un po’ di latte, cotto al forno. Consumata pure la carne di agnello. Tra i dolci, oltre ai cannoli a base di ricotta e canditi, da segnalare i piparelli, biscotti con mandorle e miele. E ci vuole un buon sorso di vino, come il Mamertino di Milazzo bianco Doc e il Mamertino rosso.

Si narra che a Milazzo, il cui nome deriva dal greco “Ai Mylai” (divenuto, successivamente “Mylae” dei Romani, Milas al tempo degli arabi e Melazo per gli spagnoli) l’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, durante la mitica spedizione dei Mille, si sarebbe fermato qui a mangiare pane e cipolle sulla scalinata della Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Andarsene in giro per Milazzo significa scoprire una antica città in cui le stratificazioni storiche ne raccontano l’evoluzione, assieme a quella delle genti che si sono succedute qui, spinte dalla bellezza dei luoghi e dalla posizione strategica che ne fanno tuttora un porto importante, meta commerciale e turistica per raggiungere le località più belle di tutta la Sicilia. È il luogo dove è possibile trovare spiagge tra loro diversificate, come quelle formate dal cicirello, il caratteristico brecciolino bianco-grigio-nero.

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